ECONOMIA CIRCOLARE E SOSTENIBILITÀ
Sfide e opportunità per le Imprese Italiane
L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che comporta condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti, il più a lungo possibile.
In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.
In Italia, l'adozione dell'economia circolare da parte delle aziende sta registrando progressi, sebbene permangano sfide significative. Secondo il Circular Economy Report 2024 dell'Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, solo il 42% delle imprese italiane ha implementato almeno una pratica di economia circolare, con una prevalenza nelle grandi aziende rispetto alle piccole e medie imprese (PMI). In particolare, il 39% delle PMI non ha adottato né prevede di adottare tali pratiche in futuro.
La sostenibilità ambientale e l'economia circolare sono disciplinate da un quadro normativo articolato, che include sia leggi nazionali sia regolamenti europei recepiti nell'ordinamento interno. Recentemente, il "Decreto Ambiente" del 10 ottobre 2024 ha introdotto misure per semplificare le procedure autorizzative, promuovere l'economia circolare e incentivare l'uso di fonti rinnovabili, con l'obiettivo di accelerare la transizione ecologica del Paese.
In linea con questo argomento troviamo anche la Direttiva CSRD dell'Unione Europea (Corporate Sustainability Reporting Directive), che introduce obblighi riguardo la sostenibilità per diverse categorie di imprese. La Direttiva CSRD è una legislazione dell'Unione Europea (UE), entrata in vigore il 5 gennaio 2023, che ha lo scopo di ampliare gli obblighi di rendicontazione non finanziaria per rafforzare la trasparenza delle aziende sulle pratiche di sostenibilità. Chi è soggetto alla CSRD?
Dal 1° gennaio 2024
Grandi imprese già soggette alla NFRD (Direttiva sulla Rendicontazione Non Finanziaria):
- Imprese con oltre 500 dipendenti
- Società quotate sui mercati regolamentati dell’UE
- Istituti di credito e compagnie di assicurazione
Dal 1° gennaio 2025
Tutte le grandi imprese con almeno due di questi criteri:
- Più di 250 dipendenti
- Fatturato annuo superiore a 40 milioni di euro
- Attività totali superiori a 20 milioni di euro
Dal 1° gennaio 2026
PMI quotate, enti creditizi piccoli e non complessi, compagnie di assicurazione captive, con alcune esenzioni fino al 2028.
Dal 1° gennaio 2028
Aziende extra-UE con filiali o succursali nell’UE che generano oltre 150 milioni di euro di fatturato annuo nell’Unione.
Questa normativa mira a migliorare la trasparenza aziendale sulle tematiche ESG (ambientali, sociali e di governance), fornendo informazioni dettagliate agli investitori e ai consumatori.

Altra importante iniziativa è il Green Deal Europeo, una strategia dell'Unione Europea mirata a rendere l'UE la prima area al mondo a impatto climatico zero entro il 2050. Il Green Deal sostiene la trasformazione dell'UE in una società equa e prospera con un'economia moderna e competitiva.
Gli obiettivi principali includono:
- Neutralità climatica entro il 2050
- Riduzione delle emissioni di gas serra del 55% entro il 2030
- Promozione dell'economia circolare
- Investimenti in energie rinnovabili
- Sostenibilità nei trasporti e nell'industria
- Tutela della biodiversità
Per le aziende, il Green Deal comporta nuovi obblighi, come:
- Rendicontazione ESG (ambientale, sociale e di governance)
- Conformità a normative più stringenti su emissioni e rifiuti
- Adozione di modelli produttivi sostenibili
- Allineamento con la Tassonomia Europea per le attività sostenibili
Il Green Deal europeo non è solo una sfida normativa, ma anche un'opportunità strategica per le imprese che investono nell’innovazione verde. Le aziende conformi alle nuove regole potranno accedere a finanziamenti dedicati e ottenere un vantaggio competitivo in un mercato sempre più sostenibile.
In conclusione, mentre il quadro normativo europeo e nazionale sta evolvendo per promuovere la sostenibilità e l'economia circolare, le aziende italiane devono intensificare gli sforzi per conformarsi alle nuove normative e cogliere le opportunità offerte da modelli di business più sostenibili.
Fonti:
infobuild.it; consilium.europa.eu; dal web;
04/02/2025
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