Multifunzioni e stampanti UTAX

07/10/2026


Orange Monday

Chi ha detto che i giovani non stampano?

Chi ha detto che i giovani non stampano?

La stampa che si adatta al modo in cui lavoriamo.

Per anni abbiamo sentito ripetere che le nuove generazioni avrebbero progressivamente abbandonato la carta. Cresciuti tra smartphone, tablet, cloud e contenuti digitali, i più giovani sembravano destinati a essere i primi veri protagonisti di un mondo completamente digitale, dove la stampa avrebbe avuto sempre meno spazio.

Un recente studio Future of Work 2030 di Quocirca*, ripreso anche da ASSOIT, mette in discussione proprio questo luogo comune e racconta una realtà decisamente più sfumata. Una realtà nella quale le nuove generazioni non sembrano voler rinunciare al fisico, ma piuttosto scegliere con maggiore consapevolezza quando utilizzarlo.

Basta guardarsi un po' intorno per accorgersi che qualcosa è cambiato.

In un'epoca in cui praticamente tutto può essere ascoltato in streaming, i vinili sono tornati protagonisti. I libri digitali convivono con quelli cartacei e per molti giovani lettori, proprio il libro fisico rappresenta un modo per allontanarsi per qualche ora dalle notifiche e dallo schermo.

Non è un rifiuto della tecnologia. Anzi, è quasi il contrario.

Chi è cresciuto immerso nel digitale conosce molto bene la comodità e la velocità degli strumenti digitali, ma proprio per questo sembra attribuire un valore diverso alle esperienze fisiche. Toccare, sfogliare, annotare, conservare qualcosa di concreto può diventare una scelta, non più semplicemente un'abitudine.

Anche la stampa si inserisce in questa evoluzione. E forse è proprio questo l'aspetto più interessante: la carta non sembra sopravvivere perché il digitale non è riuscito a sostituirla, ma perché in alcune situazioni continua ad avere qualcosa da offrire.

In un contesto in cui gran parte delle informazioni viene prodotta, condivisa e persino generata dall'intelligenza artificiale, avere davanti un documento fisico può inoltre restituire una sensazione di concretezza e di immediatezza che sullo schermo, a volte, si perde.

La scelta, quindi, non sembra essere più tra carta e digitale. È una questione di utilizzo: digitale quando serve velocità e praticità, carta quando il supporto fisico può facilitare la lettura, la concentrazione, la condivisione o semplicemente rendere più efficace un'attività.

 

Stampare newGeneration

 

E in ufficio cosa succede?

È proprio qui che lo studio di Quocirca offre lo spunto più curioso.

La ricerca ha coinvolto 800 decisori IT e knowledge worker e ha analizzato anche quale sarà, secondo loro, il ruolo della stampa nel futuro del lavoro. Il dato che sorprende è che i lavoratori più giovani risultano meno propensi a considerare la stampa come qualcosa destinato a scomparire rispetto ai colleghi più adulti.

Guardando al 2030, il 27% dei lavoratori tra i 18 e i 34 anni ritiene che la stampa sarà ancora molto importante per la propria azienda. Tra gli over 45 la percentuale scende al 20%.

Non significa, naturalmente, che i giovani abbiano improvvisamente riscoperto la stampante come protagonista della giornata lavorativa.

Il dato racconta piuttosto un modo diverso di concepire il rapporto con la tecnologia. Chi è abituato a passare continuamente dal digitale al fisico sembra essere meno legato all'idea che uno dei due debba necessariamente sostituire l'altro.

Un documento può arrivare via e-mail, essere modificato sul cloud, condiviso con un collega e poi, quando serve, finire su carta. Oppure può essere scansionato, trasformato in un file digitale e inserito all'interno di un flusso documentale.

Il documento, insomma, cambia formato senza per questo interrompere il proprio percorso.

Ed è proprio questa dimensione ibrida che sembra destinata a caratterizzare sempre di più il luogo di lavoro.

 

IGiovaniStampanoPc

 

La stampa che si adatta al modo in cui lavoriamo

Se guardiamo la questione da questo punto di vista, anche il ruolo della stampante cambia.

Non parliamo più soltanto di un dispositivo che riceve un file e produce un foglio. Le moderne multifunzione sono sempre più integrate con cloud, dispositivi mobili, sistemi di gestione documentale e strumenti dedicati alla sicurezza e all'automazione dei processi.

Sono, in altre parole, uno dei punti di collegamento tra il mondo fisico e quello digitale.

Ed è una trasformazione che va nella stessa direzione indicata dallo studio di Quocirca: il futuro non sembra essere completamente paperless, ma sempre più ibrido e intelligente. Secondo la ricerca, solo il 18% delle organizzazioni opera oggi in un ambiente completamente privo di carta, mentre la stampa continua a essere considerata parte di un ecosistema tecnologico più ampio.

Per un'azienda come UTAX questo significa guardare alla stampa non semplicemente come alla produzione di una pagina, ma come a una parte del percorso che un'informazione compie all'interno dell'azienda: nasce digitale, può diventare fisica, essere acquisita nuovamente, elaborata, archiviata e condivisa.

È il documento, quindi, a essere al centro. Non il formato.

La generazione che ha vissuto la propria quotidianità connessa non sembra avere bisogno di scegliere tra analogico e digitale. Può utilizzare entrambi, a seconda di quello che deve fare.

Un po' come facciamo tutti, del resto, quando scegliamo se scrivere un messaggio o fare una telefonata, se leggere qualcosa sullo smartphone oppure acquistare un libro, se lavorare su un documento condiviso oppure stamparlo per discuterne insieme a un tavolo.

La tecnologia più utile non è necessariamente quella che sostituisce tutte le altre. È quella che ci permette di scegliere lo strumento giusto nel momento giusto.

 

 

Legenda:

*Quocirca: è una primaria società di ricerca di mercato globale ed enucleazione di dati indipendente, specializzata nel settore della stampa, della sicurezza dei documenti e della convergenza tra tecnologie digitali e cartacee nei moderni ambienti di lavoro.

 

Fonti:

Assoit; Quocirca; Dal Web.

29/09/2026

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Imprese italiane: le novità del 2026 per digitalizzare, innovare e lavorare meglio

Quali sono le opportunità da conoscere oggi per le imprese?[continua]


Si torna in ufficio: qualche idea per ripartire meglio

Da dove cominciare?[continua]


AI Act: la trasparenza diventa un requisito strategico. Le aziende sono pronte?

Cosa prevedono le nuove linee guida.[continua]


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07/10/2026 Orange Monday Chi ha detto che i giovani non stampano? La stampa che si adatta al modo in cui lavoriamo. Condividi Per anni abbiamo sentito ripetere che le nuove generazioni avrebbero progressivamente abbandonato la carta. Cresciuti tra smartphone, tablet, cloud e contenuti digitali, i più giovani sembravano destinati a essere i primi veri protagonisti di un mondo completamente digitale, dove la stampa avrebbe avuto sempre meno spazio. Un recente studio Future of Work 2030 di Quocirca*, ripreso anche da ASSOIT, mette in discussione proprio questo luogo comune e racconta una realtà decisamente più sfumata. Una realtà nella quale le nuove generazioni non sembrano voler rinunciare al fisico, ma piuttosto scegliere con maggiore consapevolezza quando utilizzarlo. Basta guardarsi un po' intorno per accorgersi che qualcosa è cambiato. In un'epoca in cui praticamente tutto può essere ascoltato in streaming, i vinili sono tornati protagonisti. I libri digitali convivono con quelli cartacei e per molti giovani lettori, proprio il libro fisico rappresenta un modo per allontanarsi per qualche ora dalle notifiche e dallo schermo. Non è un rifiuto della tecnologia. Anzi, è quasi il contrario. Chi è cresciuto immerso nel digitale conosce molto bene la comodità e la velocità degli strumenti digitali, ma proprio per questo sembra attribuire un valore diverso alle esperienze fisiche. Toccare, sfogliare, annotare, conservare qualcosa di concreto può diventare una scelta, non più semplicemente un'abitudine. Anche la stampa si inserisce in questa evoluzione. E forse è proprio questo l'aspetto più interessante: la carta non sembra sopravvivere perché il digitale non è riuscito a sostituirla, ma perché in alcune situazioni continua ad avere qualcosa da offrire. In un contesto in cui gran parte delle informazioni viene prodotta, condivisa e persino generata dall'intelligenza artificiale, avere davanti un documento fisico può inoltre restituire una sensazione di concretezza e di immediatezza che sullo schermo, a volte, si perde. La scelta, quindi, non sembra essere più tra carta e digitale. È una questione di utilizzo: digitale quando serve velocità e praticità, carta quando il supporto fisico può facilitare la lettura, la concentrazione, la condivisione o semplicemente rendere più efficace un'attività.     E in ufficio cosa succede? È proprio qui che lo studio di Quocirca offre lo spunto più curioso. La ricerca ha coinvolto 800 decisori IT e knowledge worker e ha analizzato anche quale sarà, secondo loro, il ruolo della stampa nel futuro del lavoro. Il dato che sorprende è che i lavoratori più giovani risultano meno propensi a considerare la stampa come qualcosa destinato a scomparire rispetto ai colleghi più adulti. Guardando al 2030, il 27% dei lavoratori tra i 18 e i 34 anni ritiene che la stampa sarà ancora molto importante per la propria azienda. Tra gli over 45 la percentuale scende al 20%. Non significa, naturalmente, che i giovani abbiano improvvisamente riscoperto la stampante come protagonista della giornata lavorativa. Il dato racconta piuttosto un modo diverso di concepire il rapporto con la tecnologia. Chi è abituato a passare continuamente dal digitale al fisico sembra essere meno legato all'idea che uno dei due debba necessariamente sostituire l'altro. Un documento può arrivare via e-mail, essere modificato sul cloud, condiviso con un collega e poi, quando serve, finire su carta. Oppure può essere scansionato, trasformato in un file digitale e inserito all'interno di un flusso documentale. Il documento, insomma, cambia formato senza per questo interrompere il proprio percorso. Ed è proprio questa dimensione ibrida che sembra destinata a caratterizzare sempre di più il luogo di lavoro.     La stampa che si adatta al modo in cui lavoriamo Se guardiamo la questione da questo punto di vista, anche il ruolo della stampante cambia. Non parliamo più soltanto di un dispositivo che riceve un file e produce un foglio. Le moderne multifunzione sono sempre più integrate con cloud, dispositivi mobili, sistemi di gestione documentale e strumenti dedicati alla sicurezza e all'automazione dei processi. Sono, in altre parole, uno dei punti di collegamento tra il mondo fisico e quello digitale. Ed è una trasformazione che va nella stessa direzione indicata dallo studio di Quocirca: il futuro non sembra essere completamente paperless, ma sempre più ibrido e intelligente. Secondo la ricerca, solo il 18% delle organizzazioni opera oggi in un ambiente completamente privo di carta, mentre la stampa continua a essere considerata parte di un ecosistema tecnologico più ampio. Per un'azienda come UTAX questo significa guardare alla stampa non semplicemente come alla produzione di una pagina, ma come a una parte del percorso che un'informazione compie all'interno dell'azienda: nasce digitale, può diventare fisica, essere acquisita nuovamente, elaborata, archiviata e condivisa. È il documento, quindi, a essere al centro. Non il formato. La generazione che ha vissuto la propria quotidianità connessa non sembra avere bisogno di scegliere tra analogico e digitale. Può utilizzare entrambi, a seconda di quello che deve fare. Un po' come facciamo tutti, del resto, quando scegliamo se scrivere un messaggio o fare una telefonata, se leggere qualcosa sullo smartphone oppure acquistare un libro, se lavorare su un documento condiviso oppure stamparlo per discuterne insieme a un tavolo. La tecnologia più utile non è necessariamente quella che sostituisce tutte le altre. È quella che ci permette di scegliere lo strumento giusto nel momento giusto.     Legenda: *Quocirca: è una primaria società di ricerca di mercato globale ed enucleazione di dati indipendente, specializzata nel settore della stampa, della sicurezza dei documenti e della convergenza tra tecnologie digitali e cartacee nei moderni ambienti di lavoro.   Fonti: Assoit; Quocirca; Dal Web. Condividi Tags: Stampa; Digitalizzazione; Document Management; Digital Transformation; Future Of Work; UTAX; 29/09/2026 Sei un rivenditore? Clicca qui per accedere all’articolo personalizzato per i rivenditori Utax CERCA ARTICOLI Iscriviti alla newsletter Resta informato sulle novità dal mondo dell’ufficio Email Inserita Correttamente    In evidenza NIS2 2026: non è solo una normativa. È il momento di capire quanto sei davvero esposto Le scadenze chiave del 2026. L’evoluzione dell’office printing Un mercato che continua a creare valore. 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