Multifunzioni e stampanti UTAX

07/10/2026


Orange Monday

L'AI ACT E IL WATERMARKING

L'AI ACT E IL WATERMARKING

L’esigenza di tutelare quello che viene generato dall’Ai.

L'intelligenza artificiale è un campo dell'informatica che mira a creare sistemi capaci di svolgere compiti che richiederebbero l'intelligenza umana. Questo include attività come la risoluzione di problemi, il riconoscimento di schemi, la comprensione del linguaggio naturale e la percezione visiva.

Ad oggi, l’Ai ha compiuto passi da gigante dilagando sempre più nella vita quotidiana di tutti. Dalle analisi di previsione del settore finanziario all’automazione industriale, l'AI sta letteralmente ridefinendo il modo in cui interagiamo con la tecnologia e il nostro stile di vita.

Una delle questioni che sono alla base di molti dibattiti è certamente l’esigenza di tutelare tutto quello che viene generato dall’Ai. Una delle possibilità è quella di introdurre il Watermarking.

 

immagini orange 43 (14)

 

Cos'è il Watermarking

Il watermarking è un sistema digitale che serve a proteggere e autenticare i contenuti digitali, come immagini, video e documenti, inserendo informazioni nascoste all’interno dei file. Queste informazioni possono essere utilizzate per tracciare la provenienza stessa dei contenuti e si rivelano molto utili per prevenire la contraffazione del materiale digitale.

Da sempre si utilizzano modelli di watermark per poter affermare l’autenticità o la paternità di materiale fisico o digitale un esempio tipico è la filigrana nelle banconote e nelle marche da bollo.

Con il progresso della tecnologia e lo sviluppo sempre in crescita dell’Ai, si è tornati a volgere l’attenzione a questa pratica. Da una parte l’Ai offre soluzioni innovative e migliora la qualità della vita umana, dall’altra parte, solleva problematiche legate alla privacy e alla sicurezza che non possono essere ignorate.

Questa pratica viene utilizzata per disincentivare il fenomeno delle fake news ed evitare truffe o altre situazioni dannose. Il C2PA (Content Provenance and Authenticity) è già stato preso in considerazione da alcuni dei giganti del web e delle big tech permette di fatto, in caso di alterazione dell'etichetta, di verificarne l’effettività autenticità o di segnalare il contenuto come generato dall'intelligenza artificiale. 

Anche Google ha annunciato il suo sistema di filigrane digitali. Si tratta di tecnologie che andrebbero integrate all'interno dei framework stessi in modo tale che l'output generato dall'Intelligenza Artificiale trasporti al suo interno anche una filigrana invisibile a occhio analogico ma perfettamente leggibile da una macchina.

 

immagini orange 43 (13)

 

l'AI Act, come l'Europa regola l’intelligenza artificiale generativa

Proprio in questi giorni gli ambasciatori dei 27 paesi dell’Unione Europea hanno votato all’unanimità, l’ultimo testo (in bozza) dell’Ai Act, approvando l’accordo politico che era stato raggiunto a dicembre. La votazione finale è prevista per il 24 aprile 2024. Una volta approvato, ci vorranno due anni, dopo l’uscita in Gazzetta, perché la legge diventi esecutiva.

I Paese Europei hanno adottato la linea di regolamentare i modelli di Ai generativa, oltre ai prodotti o soluzioni finali.

L'Europa considera l'AI come una tecnologia “general purpose” (Questa definizione indica un insieme di tecnologie che possono influenzare un'intera economia, di solito a livello nazionale o globale, quindi imprevedibile da controllare e regolarne i modelli e i prodotti finali generati. La decisione di questo testo segna il giusto compromesso tra Ai generativa (anche quelli non a rischio sistemico) sono comunque soggetti a un obbligo di trasparenza sul suo funzionamento, creazione e caratteristiche tecniche. In più, se il fornitore è fuori dall’Ue, deve nominare un rappresentante autorizzato che sia stabilito nell’Unione e che gli consenta di svolgere i compiti previsti dal presente regolamento. Sono esclusi da questi obblighi, i modelli di Ai con licenza libera e Open Source e quindi di uso generale e accessibile al pubblico.

In Europa i produttori di Ai generativa a rischio sistemico hanno l’obbligo di notifica alla Commissione,  inoltre devono fornire la documentazione del modello come è stato creato e attuare una politica di rispetto della normativa dell’Unione in materia di diritto d’autore.  I produttori del modello sono anche obbligati a presentare e rendere pubblico ogni parte del modello di Ai creato e a valutare il livello di rischio correlato ad esso. La conformità a questi requisiti può essere ottenuta attraverso codici di condotta che saranno sviluppati dall’industria, con la partecipazione degli Stati membri (attraverso il Consiglio dell’AI) e facilitati dall’Ufficio dell’Ai. 

Gli impatti dell’Ai Act mirano a proteggere gli individui con trasparenza, rimozione dei dati, rispetto dei diritti umani e standard di qualità. Tuttavia, alcune preoccupazioni riguardano il possibile rallentamento dell’innovazione e la competitività delle aziende europee nell’ambito dell’Ai.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore; cybersecurity360; dal Web.

27/02/2024

Sei un rivenditore?

Clicca qui per accedere all’articolo personalizzato per i rivenditori Utax


CERCA ARTICOLI


Iscriviti alla newsletter


Resta informato sulle novità dal mondo dell’ufficio



In questo numero


Chi ha detto che i giovani non stampano?

La stampa che si adatta al modo in cui lavoriamo.[continua]


Imprese italiane: le novità del 2026 per digitalizzare, innovare e lavorare meglio

Quali sono le opportunità da conoscere oggi per le imprese?[continua]


Si torna in ufficio: qualche idea per ripartire meglio

Da dove cominciare?[continua]


AI Act: la trasparenza diventa un requisito strategico. Le aziende sono pronte?

Cosa prevedono le nuove linee guida.[continua]


Utax Social

Linkedin Facebook Instagram Youtube Channel

07/10/2026 Orange Monday L'AI ACT E IL WATERMARKING L’esigenza di tutelare quello che viene generato dall’Ai. Condividi L'intelligenza artificiale è un campo dell'informatica che mira a creare sistemi capaci di svolgere compiti che richiederebbero l'intelligenza umana. Questo include attività come la risoluzione di problemi, il riconoscimento di schemi, la comprensione del linguaggio naturale e la percezione visiva. Ad oggi, l’Ai ha compiuto passi da gigante dilagando sempre più nella vita quotidiana di tutti. Dalle analisi di previsione del settore finanziario all’automazione industriale, l'AI sta letteralmente ridefinendo il modo in cui interagiamo con la tecnologia e il nostro stile di vita. Una delle questioni che sono alla base di molti dibattiti è certamente l’esigenza di tutelare tutto quello che viene generato dall’Ai. Una delle possibilità è quella di introdurre il Watermarking.     Cos'è il Watermarking Il watermarking è un sistema digitale che serve a proteggere e autenticare i contenuti digitali, come immagini, video e documenti, inserendo informazioni nascoste all’interno dei file. Queste informazioni possono essere utilizzate per tracciare la provenienza stessa dei contenuti e si rivelano molto utili per prevenire la contraffazione del materiale digitale. Da sempre si utilizzano modelli di watermark per poter affermare l’autenticità o la paternità di materiale fisico o digitale un esempio tipico è la filigrana nelle banconote e nelle marche da bollo. Con il progresso della tecnologia e lo sviluppo sempre in crescita dell’Ai, si è tornati a volgere l’attenzione a questa pratica. Da una parte l’Ai offre soluzioni innovative e migliora la qualità della vita umana, dall’altra parte, solleva problematiche legate alla privacy e alla sicurezza che non possono essere ignorate. Questa pratica viene utilizzata per disincentivare il fenomeno delle fake news ed evitare truffe o altre situazioni dannose. Il C2PA (Content Provenance and Authenticity) è già stato preso in considerazione da alcuni dei giganti del web e delle big tech permette di fatto, in caso di alterazione dell'etichetta, di verificarne l’effettività autenticità o di segnalare il contenuto come generato dall'intelligenza artificiale.  Anche Google ha annunciato il suo sistema di filigrane digitali. Si tratta di tecnologie che andrebbero integrate all'interno dei framework stessi in modo tale che l'output generato dall'Intelligenza Artificiale trasporti al suo interno anche una filigrana invisibile a occhio analogico ma perfettamente leggibile da una macchina.     l'AI Act, come l'Europa regola l’intelligenza artificiale generativa Proprio in questi giorni gli ambasciatori dei 27 paesi dell’Unione Europea hanno votato all’unanimità, l’ultimo testo (in bozza) dell’Ai Act, approvando l’accordo politico che era stato raggiunto a dicembre. La votazione finale è prevista per il 24 aprile 2024. Una volta approvato, ci vorranno due anni, dopo l’uscita in Gazzetta, perché la legge diventi esecutiva. I Paese Europei hanno adottato la linea di regolamentare i modelli di Ai generativa, oltre ai prodotti o soluzioni finali. L'Europa considera l'AI come una tecnologia “general purpose” (Questa definizione indica un insieme di tecnologie che possono influenzare un'intera economia, di solito a livello nazionale o globale, quindi imprevedibile da controllare e regolarne i modelli e i prodotti finali generati. La decisione di questo testo segna il giusto compromesso tra Ai generativa (anche quelli non a rischio sistemico) sono comunque soggetti a un obbligo di trasparenza sul suo funzionamento, creazione e caratteristiche tecniche. In più, se il fornitore è fuori dall’Ue, deve nominare un rappresentante autorizzato che sia stabilito nell’Unione e che gli consenta di svolgere i compiti previsti dal presente regolamento. Sono esclusi da questi obblighi, i modelli di Ai con licenza libera e Open Source e quindi di uso generale e accessibile al pubblico. In Europa i produttori di Ai generativa a rischio sistemico hanno l’obbligo di notifica alla Commissione,  inoltre devono fornire la documentazione del modello come è stato creato e attuare una politica di rispetto della normativa dell’Unione in materia di diritto d’autore.  I produttori del modello sono anche obbligati a presentare e rendere pubblico ogni parte del modello di Ai creato e a valutare il livello di rischio correlato ad esso. La conformità a questi requisiti può essere ottenuta attraverso codici di condotta che saranno sviluppati dall’industria, con la partecipazione degli Stati membri (attraverso il Consiglio dell’AI) e facilitati dall’Ufficio dell’Ai.  Gli impatti dell’Ai Act mirano a proteggere gli individui con trasparenza, rimozione dei dati, rispetto dei diritti umani e standard di qualità. Tuttavia, alcune preoccupazioni riguardano il possibile rallentamento dell’innovazione e la competitività delle aziende europee nell’ambito dell’Ai.   Fonte: Il Sole 24 Ore; cybersecurity360; dal Web. Condividi Tags: AI; intelligenza artificiale; Artificial intelligence; innovazione tecnologica; digitalizzazione; Business; 27/02/2024 Sei un rivenditore? Clicca qui per accedere all’articolo personalizzato per i rivenditori Utax CERCA ARTICOLI Iscriviti alla newsletter Resta informato sulle novità dal mondo dell’ufficio Email Inserita Correttamente    In evidenza NIS2 2026: non è solo una normativa. È il momento di capire quanto sei davvero esposto Le scadenze chiave del 2026. L’evoluzione dell’office printing Un mercato che continua a creare valore. OLTRE LA STAMPANTE: LA CONTINUITÀ OPERATIVA NASCE DA PROCESSI INTELLIGENTI Dalla scansione al cloud, senza complicazioni. In questo numero Chi ha detto che i giovani non stampano? La stampa che si adatta al modo in cui lavoriamo.[continua] Imprese italiane: le novità del 2026 per digitalizzare, innovare e lavorare meglio Quali sono le opportunità da conoscere oggi per le imprese?[continua] Si torna in ufficio: qualche idea per ripartire meglio Da dove cominciare?[continua] AI Act: la trasparenza diventa un requisito strategico. Le aziende sono pronte? Cosa prevedono le nuove linee guida.[continua] [visualizza l'archivio notizie] Utax Social function mostraOK() { document.getElementById("ii").style.display="none"; document.getElementById("mail").style.display="none"; document.getElementById("ok").style.display="block"; } #cercahead { text-align:right; } #cercahead { display:block; text-align:right; width:100%; margin:0px; padding:0px; } #cercahead form { position:absolute; margin-top:-31px; display:block; margin-right:0px; width:100%; } #cercaright { } @media (max-width: 768px) { #cercaright {display:none;} #cercahead {display:block;} } @media (min-width: 769px) { #cercaright {display:block;} #cercahead {display:none;} }