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CYBERSICUREZZA 2025–2027: COSA CAMBIA DAVVERO PER LE AZIENDE CON IL NUOVO DPCM?

CYBERSICUREZZA 2025–2027: COSA CAMBIA DAVVERO PER LE AZIENDE CON IL NUOVO DPCM?

Obiettivo: rafforzare la resilienza digitale del Paese

Il nuovo DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), pubblicato in Gazzetta Ufficiale, da il via alla Strategia nazionale di cyber sicurezza 2025–2027. Non si tratta di un provvedimento burocratico come tanti altri: è un piano operativo che destina risorse economiche mirate, circa 58 milioni di euro e introduce obblighi concreti per aziende e Pubbliche Amministrazioni, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza digitale del Paese.

Ecco i punti chiave che ogni azienda deve conoscere:

  • Ripartizione chiara delle risorse tra infrastrutture, imprese e formazione, con fondi destinati in via prioritaria alle realtà che dimostrano un piano di sicurezza conforme e certificato.

  • Introduzione di criteri stringenti di conformità: le aziende, pubbliche e private, dovranno adottare modelli di gestione della sicurezza in linea con standard internazionali (ISO, NIS2, GDPR).

  • Accesso ai finanziamenti solo se supportati da progetti tecnici qualificati: i semplici interventi IT non saranno più sufficienti.

  • Centralità dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che avrà il compito di coordinare i progetti e verificare l’efficacia delle misure adottate.

  • Obbligo di governance della sicurezza a livello di vertice aziendale: non è più una funzione tecnica delegabile al reparto IT interno, ma una responsabilità strategica direzionale.

 

Perché questa strategia segna una svolta?

In passato la sicurezza informatica veniva spesso gestita come un’attività secondaria. Oggi, con il nuovo DPCM, la cybersicurezza diventa una condizione indispensabile per accedere a fondi pubblici, per operare in mercati regolamentati e per garantire la continuità del business.

Gli attacchi informatici stanno crescendo in modo esponenziale e colpiscono soprattutto PMI e filiere di fornitura: il DPCM nasce proprio per ridurre questa vulnerabilità, stabilendo standard obbligatori e strumenti concreti per adeguarsi.

I semplici Firewall e antivirus non bastano più. La nuova normativa richiede:

  • gestione del rischio documentata
  • piani di risposta agli incidenti
  • tracciabilità delle attività di sicurezza
  • figure professionali certificate (CISO, auditor, DPO)*
  • monitoraggio continuo delle minacce

 

Dove saranno ripartite le risorse del DPCM?

  • Protezione delle infrastrutture

Nuovi fondi per cybersecurity aziendale, data protection, continuità operativa e resilienza. Solo chi presenta progetti conformi agli standard internazionali potrà accedervi.

  • Supporto diretto alle imprese

Incentivi economici, contributi a fondo perduto e crediti d’imposta per l’adozione di tecnologie avanzate. Accessibili solo tramite partner riconosciuti dal Governo e dall’ACN.

  • Competenze e formazione

Il DPCM prevede lo sviluppo di figure specialistiche e programmi dedicati per colmare il gap di competenze cyber, con percorsi certificati e finanziabili.

 

Cybersicurezza 2025 2027 protezione

 

Se la tua azienda non si adegua?

  • Rischio di sanzioni (NIS2)
  • Perdita dell’accesso a bandi e incentivi
  • Maggiore vulnerabilità agli attacchi informatici
  • Danni economici e reputazionali

Se agisci ora:

  • Accesso prioritario ai fondi 2025–2027
  • Vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti
  • Aumento di fiducia da parte di clienti e partner
  • Allineamento agli standard europei ed extraeuropei

 

Cybersicurezza 2025 2027 hacker

 

La forza di un partner globale per guidare le imprese in questo passaggio strategico, UTAX ha scelto come partner CyberGlobal, leader mondiale della cyber sicurezza.

CyberGlobal opera in oltre 200 Paesi e protegge brand globali come RedBull, Mercedes-Benz e NHS. Grazie a questa collaborazione, UTAX porta in Italia gli stessi standard di sicurezza adottati dai grandi player internazionali.

Cosa possiamo garantire:

  • Protezione avanzata di reti e dispositivi
  • SOC (Security Operation Center) attivo 24/7
  • Penetration testing e vulnerability assessment
  • Conformità certificata a ISO, PCI DSS, NIS, GDPR
  • Applichiamo standard globali adeguandoli al contesto italiano
  • Offriamo tecnologie e competenze di livello enterprise
  • Ti aiutiamo a trasformare la cybersicurezza da obbligo normativo a vantaggio competitivo

 

La cybersicurezza non è più una voce di costo o una problematica tecnica: è il prossimo passo evolutivo della tua azienda. Con UTAX hai la possibilità di affrontarlo con un partner affidabile, certificato e riconosciuto a livello internazionale.

 

Contattaci per proteggere il futuro digitale della tua impresa.

 

 

Approfondimenti:

Agenzia per la cybersicurezza nazionale

gazzettaufficiale.it

 

 

Legenda:

*CISO (Chief Information Security Officer)

È il responsabile della sicurezza informatica all’interno dell’organizzazione. Definisce la strategia di cyber difesa, coordina le attività di protezione dei dati e gestisce i rischi digitali. È una figura di livello direzionale, con responsabilità strategiche e operative.

*DPO (Data Protection Officer)

È il garante della protezione dei dati personali. Vigila sul rispetto del GDPR, assicura che i dati siano trattati correttamente e si interfaccia con l’Autorità Garante. È obbligatorio in molte organizzazioni pubbliche e in aziende che trattano grandi quantità di dati sensibili.

*Auditor della sicurezza informatica

È il professionista che verifica che i sistemi e i processi di sicurezza rispettino le normative e gli standard internazionali. Effettua controlli, analisi e valutazioni indipendenti per certificare la conformità e individuare eventuali rischi o criticità.

28/10/2025

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Introduzione di criteri stringenti di conformità: le aziende, pubbliche e private, dovranno adottare modelli di gestione della sicurezza in linea con standard internazionali (ISO, NIS2, GDPR). Accesso ai finanziamenti solo se supportati da progetti tecnici qualificati: i semplici interventi IT non saranno più sufficienti. Centralità dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che avrà il compito di coordinare i progetti e verificare l’efficacia delle misure adottate. Obbligo di governance della sicurezza a livello di vertice aziendale: non è più una funzione tecnica delegabile al reparto IT interno, ma una responsabilità strategica direzionale.   Perché questa strategia segna una svolta? In passato la sicurezza informatica veniva spesso gestita come un’attività secondaria. Oggi, con il nuovo DPCM, la cybersicurezza diventa una condizione indispensabile per accedere a fondi pubblici, per operare in mercati regolamentati e per garantire la continuità del business. 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